Commemorazione per il 70° anniversario del rimpatrio dei prigionieri di guerra italiani e della costruzione della Chiesa di Letterkenny (1945 – 2015)

Premessa

Nel 2014 Victor Fogelsonger, nato dalla relazione del prigioniero italiano Elio De Angelis con una ragazza americana Betty Gilbert, e suo figlio Justin, residenti a Mount Alto, in Pennsylvania, si rivolsero a Dave Sciamanna, presidente della Camera di Commercio di Chambersburg e a Bill Shuster, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della Pennsylvania, chiedendo aiuto per ricostruire la storia di Elio e degli altri prigionieri italiani detenuti a Letterkenny. L’ambasciata italiana a Washington, contattata da Sciamanna e Shuster, chiese a sua volta informazioni al Ministero della Difesa italiano e questi contattò il dott. Flavio Giovanni Conti, che aveva da poco pubblicato un libro sui prigionieri di guerra italiani negli Stati Uniti. Nello stesso periodo Alan R. Perry, professore di italiano presso il Gettysburg College, di Gettysburg, in Pennsylvania, si stava interessando dei prigionieri italiani a Letterkenny, da quando aveva saputo della costruzione di una Chiesa nel deposito che era ancora utilizzata.

Il dott. Conti si ricordò di aver letto della Chiesa di Letterkenny in un libro scritto dalla signora Giancarla Barbè sul cardinal Amleto Cicognani, al tempo Nunzio Apostolico negli Stati Uniti che aveva benedetto la nuova costruzione. Nel testo la figlia raccontava dell’esperienza di prigionia e di fede del padre Giovanni e dell’amicizia con i commilitoni Renato Volpi e Luigi Brescianini, continuata nel dopoguerra.

Lo storico si rivolse ad Antonio Brescianini, figlio di Luigi e sindaco di Vimodrone (MI), che si mise subito alla ricerca dei parenti dei costruttori della Chiesa, partendo dal diario del padre e da un elenco di 50 nomi scritti a penna su un foglietto stropicciato, trovato da Luisella Volpi, dopo la morte del padre Renato, e poi dall’elenco dei prigionieri degli archivi Vaticani e militari fornitagli da Conti.

I due studiosi Conti e Perry sono venuti in contatto e hanno iniziato una collaborazione il cui primo risultato è stato il convegno tenutosi a Chambersburg nell’ottobre del 2015, in occasione del 70° anniversario del rimpatrio dei prigionieri italiani.

Era presente una delegazione italiana di 22 persone, tra cui i familiari di Brescianini, Barbè, Bracchi, Garbagnati, Trevisan e Volpi. All’iniziativa hanno aderito 36 Comuni, oltre alla Regione Lombardia, rappresentata dal consigliere Carlo Borghetti. Hanno partecipato numerosi italoamericani, inclusi i figli e i nipoti di alcuni prigionieri tornati a vivere negli Stati Uniti.

Chambersburg, 24 ottobre 2015

Nella storica cappella di Letterkenny a Chambersburg in Pennsylvania, sabato 24 ottobre 2015 si sono ricordati e onorati i 1200 prigionieri di guerra italiani che in quel campo di detenzione hanno, pur nella sofferenza del distacco dai propri cari e dal proprio Paese, cooperato e contribuito alla rinascita morale e spirituale di tutti, comprese le generazioni a venire.  Una delegazione italiana, guidata dall’intraprendente Antonio Brescianini, Sindaco di Vimodrone e figlio del prigioniero di guerra Luigi Brescianini, ha incontrato le autorità militari, civili, religiose e politiche locali, tra cui va menzionato, per l’intenso lavoro svolto, il Presidente della Camera di Commercio di Chambersburg, Dave Sciamanna, che ha donato a tutti gli ospiti una graditissima confezione di prodotti locali (contenente delle squisite mele rosse) oltre a varie onorificenze, attestati, dépliant e riviste della zona.

La sera precedente, presso la sede dei Cavalieri di Colombo c’è stato uno scambio di doni in un clima di grande cordialità ed entusiasmo, con un abbondante e gustoso rinfresco, accompagnato da musiche e canzoni italiane e americane di intrattenimento.

Il 70° anniversario del rimpatrio dei soldati italiani prigionieri di guerra (POW) è stato solennemente ufficiato al mattino con la celebrazione della S. Messa dal Reverendo Luis R. Rodriguez, Pastore della Chiesa Cattolica “Corpus Christi” di Chambersburg. Prima della S. Messa il Luogotenente Colonnello Trenton J. Conner, Comandante del Letterkenny Munitions Center, ha rivolto un apprezzato saluto di benvenuto, ricordando il sacrificio e il servizio di tutti quei soldati che hanno permesso, anche con mezzi di fortuna, la costruzione della bella cappella. La liturgia è stata allietata dal coro Corpus Christi Catholic Church diretto dal Mr. James Kase, che si è alternato musicalmente con l’accompagnamento all’organo di Carlo Borghetti e con la voce solista di Fabio Trevisan, nipote del POW Zefferino, presente alla cerimonia con il cugino Luca Trevisan.

In particolare, va menzionata l’originale composizione sacra del Sacrum convivium, musicata da Mario Garbagnati, un altro illustre prigioniero di guerra, portata dall’Italia dal figlio Ferdinando Garbagnati. L’apporto musicale dei POW, che è stato attestato, settant’anni fa, dalla presenza di un’orchestra, a cui avevano partecipato, tra gli altri, Giovanni Barbè e Renato Volpi, è stato rappresentato a Letterkenny dalle figlie dei due musicisti Giancarla Barbè e Luisella Volpi, con il nipote Mattia Brusati. Anche l’apprezzato falegname Pietro Bracchi è stato rappresentato dalla figlia Carmen Bracchi e dalla nipote Sara De Giorgis. Ritornando alla cerimonia religiosa, l’omelia è stata molto curata e ha commosso i fedeli presenti, soprattutto quando è stato ricordato il significato autentico della parola “rimpatrio”, il vero ritorno alla terra dei padri nella prospettiva celeste e salvifica dell’approdo al Cielo. Rammentando che in quella cappella, consacrata 70 anni fa dal Cardinale Amleto Cicognani, l’umanità ha potuto trovare la propria salvezza nella persona di Gesù Cristo, il Reverendo Rodriguez ha voluto sottolineare che in quel luogo sacro si è potuto toccare un segno di vera luce, pace e speranza. Quella cappella, ha ribadito il sacerdote, è e potrà essere come il testamento che il male mai potrà trionfare sul bene e che la promessa della pace di Dio rimarrà per sempre.

All’interno della cappella di Letterkenny è stata collocata a parete, a perenne memoria, una bacheca molto ricca di testimonianze e fotografie d’epoca ed è stata donata, dalla delegazione italiana, un’Icona della Madonna della Tenerezza, accompagnata dalle seguenti parole: “Affinché la Icona della Madonna della Tenerezza offerta dai familiari dei prigionieri di guerra del 321° battaglione ISU a memoria della loro presenza in questi luoghi e del loro impegno profuso nella costruzione di questa chiesa a Letterkenny possa vegliare su queste terre, sui loro abitanti e con lo sguardo della tenerezza di Mamma accompagnare con amore la vita di tutti coloro che si sono stabiliti qui. A perenne ricordo”. Spostandosi, dopo la cerimonia religiosa, nei locali parrocchiali del Corpus Christi Parish Center, i convenuti hanno potuto scambiarsi i saluti e conoscersi di persona. Non sono mancati momenti toccanti, soprattutto quando si sono incontrati e abbracciati i figli e i nipoti italiani con i corrispettivi cittadini americani. Dopo il saluto di benvenuto dell’Onorevole G. Warren Elliott, MC, sono stati intonati al pianoforte e cantati gli inni nazionali degli Stati Uniti e dell’Italia dal Vocalist Henry J. Guarriello Jr. con la calda partecipazione di tutti, in piedi e stretti in una composta ma palpabile commozione. Dopo il pranzo, generosamente offerto dalla comunità locale, c’è stato uno scambio reciproco di doni tra il Sindaco Antonio Brescianini (che ha rappresentato quasi una quarantina di Comuni italiani con gagliardetti, targhe e libri di pregiato valore), il consigliere regionale della Lombardia Carlo Borghetti e le autorità statunitensi, rappresentate dal Commissario della Contea di Franklin David Keller e dal Presidente del Consiglio Comunale di Chambersburg Allen Coffman. Ha portato i saluti dell’Ambasciata italiana il Colonnello Rodolfo Sganga e per gli Stati Uniti l’Onorevole Bill Shuster, membro del Congresso americano. Alla cerimonia erano presenti altre numerose personalità, delle quali è impossibile citarle tutte. Una per tutti (e mi scuso fin d’ora per tutti gli altri non menzionati) è stata la gradita presenza dell’ex Console Onorario d’Italia Prof. Giuseppe F. D’Andrea. Una delle note più alte e significative sono state le testimonianze di Marcia Jovine e di Francis Tonolo Vaughn, rispettivamente figlie di Marcello Jovine e di Alfredo Tonolo. I due prigionieri italiani sposarono donne americane ed ebbero grande successo. Jovine diventò un famoso artista ed apprezzato architetto, Tonolo fu insegnante di francese e spagnolo, a conferma di quanto ricche possono essere le prospettive della cooperazione e dello sviluppo fra i due popoli. Questo incredibile evento e questo speciale incontro, a distanza di settant’anni, sono stati resi possibili dallo straordinario lavoro dello storico italiano Dott. Flavio Giovanni Conti e del Professor Alan R. Perry, insegnante al Gettysburg College. Oltre alle apprezzate e tempestive traduzioni degli intervenuti, a beneficio e comprensione di tutti, i due hanno realizzato un’importante opera di ricostruzione storica in un saggio: “Italian Prisoners of War in Pennsylvania, 1944-1945: Allies on the Home Front”. La loro importante e collaborativa ricerca storica ha reso possibile l’evento e la conoscenza più precisa dei fatti, già precedentemente, anche se in parte, analizzata nel saggio storico di Flavio Giovanni Conti: “I prigionieri italiani negli Stati Uniti” (Edizioni Il Mulino, Bologna, 2012). Sempre dallo storico italiano sono state curate e proiettate nella sala le interviste filmate a due ex prigionieri viventi, Edoardo Quintarelli e Giovanni Serpe.

L’evento è stato replicato a Milano il 13 novembre 2015 con un convegno nella sala delle colonne del Palazzo dei Giureconsulti, cui è seguita l’inaugurazione della mostra fotografica “Prigionieri di guerra italiani a Camp Letterkenny, Chambersburg, Pennsylvania 1944-1945” nella sala cerimonie del corpo mussale del Cimitero Monumentale di Milano.

Fabio Trevisan

70° Anniversario - 24 ottobre 2015