MOSTRA CAPRACOTTA

Il Comune di Capracotta (IS), un bel paese molisano ricco di tradizione culturale, ha voluto inserire l'esposizione della mostra fotografica sui prigionieri di guerra italiani del campo di Letterkenny nell'ambito della celebrazione delle festività in onore della Madonna di Loreto che si svolge ogni 3 anni e che vede la partecipazione di molti emigrati capracottesi che ritornano al proprio paese da ogni parte del mondo.

L'inaugurazione si è svolta il 6 settembre 2017 alle ore 10,30 nel palazzo comunale con la partecipazione di Candido Paglione, sindaco di Capracotta, di Antonio Brescianini, presidente A.M.P.I.L. e figlio di un prigioniero di Letterkenny e di Flavio Giovanni Conti, storico e curatore della mostra.

Erano presenti i parenti dei prigionieri Di Tella, Della Rossa, Gianfelice, Luigini, Palmieri, Pasquarelli, Sambrotta e Zarlenga, arrivati anche da regioni lontane.

Per l'occasione la mostra si è arricchita di un altro pannello fotografico in ricordo del prigioniero Di Tella Sebastiano di Capracotta e dei fratelli Sambrotta Domenico e Luigi di San Buono (CH).

I FRATELLI DOMENICO E LUIGI SAMBROTTA

Sambrotta LuigiParticolare è la storia dei due fratelli Domenico (nato il 18 luglio 1915) e Luigi Sambrotta (nato il 17 novembre 1921), che si rincontrarono proprio nel campo di detenzione di Letterkenny.

Luigi fu catturato dagli americani a Bir-Marabot, Algeria, il 31 marzo 1943, mentre Domenico fu preso dagli inglesi in Tunisia l’8 maggio 1943.


Luigi fu immediatamente trasferito negli Stati Uniti e detenuto nel campo di Carson in Colorado e poi nel campo di Scottsbluff in Nebraska, dove firmò il foglio di adesione alla cooperazione, poi per un breve periodo nel campo di Pine a New York per poi essere trasferito nel maggio del 1944 a Letterkenny.

 

Sambrotta Domenico

L’esperienza militare di Domenico fu molto più dura, nell’agosto del 1943 fu ceduto agli americani e detenuto ad Algeri, dove firmò per la cooperazione. Fu ricoverato per più di un anno nell’ ospedale militare americano (da dicembre 1943 fino a febbraio 1944), poi rinviato al campo. Nuovamente ospedalizzato, questa volta ad Oran in Algeria per un mese e poi inviato al campo 131 di Oran. Le condizioni di salute di Domenico erano molto serie (aveva sofferto di polmonite ed era stato operato di appendicite con conseguente formazione di una ernia ventrale) tanto che le autorità americane decisero di inviarlo in Inghilterra. Gli esami confermarono che soffriva di malaria cronica, i dottori suggerirono di trasferirlo negli Stati Uniti, nonostante le sue condizioni generali fossero pessime e lamentasse forti dolori. Arrivato negli Stati Uniti fu subito ricoverato nell’ospedale di New York, dove decise di firmare il foglio di collaborazione nell’aprile del 1945.

Nel frattempo, il comando di Letterkenny aveva avanzato richiesta del suo trasferimento a Letterkenny facendo presente che già vi era il fratello Luigi Sambrotta. Finalmente i fratelli poterono riabbracciarsi.

I problemi di salute di Domenico continuarono dopo il suo rientro in Italia, avvenuto nell’ottobre del 1945, fu ricoverato in vari ospedali fino al suo decesso avvenuto il 17 luglio 1946, lasciando la moglie Anna e la figlia Michelina (nata nel 1939) che aveva solo sette anni.

Luigi, rientrato in Italia il 19 ottobre 1945, decise di emigrare prima in Belgio poi a Buenos Aires, dove morì il 3 febbraio 1983.