MOSTRA MAGENTA

La mostra è stata inserita nel ricco calendario di appuntamenti organizzati dal Comune di Magenta per il Giorno della Memoria, la cui celebrazione si estende a Magenta per buona parte del mese di gennaio, con innumerevoli proposte, mostre, concerti, incontri, testimonianze ecc.

L’iniziativa è stata possibile anche grazie all’importante contributo dell'Associazione Nazionale Bersaglieri sezione Fortunato Magna di Magenta.

L’inaugurazione si è svolta giovedì 26 gennaio 2017 alle ore 17,00 e ha visto la partecipazione di familiari provenienti da varie città della Lombardia, tra i quali i nostri soci Fabrizio Campanini (figlio del prigioniero Vito), Angelo Grandoni (figlio del prigioniero Carlo), Paola Maccione (figlia del prigioniero Francesco), Sergio Monti (figlio del prigioniero Plinio), Serafino Orsanigo (figlio del prigioniero Ernesto), che visibilmente commossi, hanno condiviso i loro ricordi.

Il sindaco di Magenta, Marco Invernizzi, ha portato le scuse della signora Stefania Canclini (nipote del prigioniero Umberto) impossibilitata a presenziare all’evento per gravi motivi familiari, ha poi ricordato l’importanza dell’iniziativa e il valore della memoria storica. Antonio Brescianini ha raccontato come è nata l’idea di una mostra fotografica sui prigionieri di guerra negli Stati Uniti e ha illustrato le tematiche dei dodici pannelli.

È seguito un toccante intervento di Luisella Volpi, figlia del prigioniero Renato Volpi, che ha ricordato la passione del padre per il violino, strumento che ha imparato a suonare da bambino e che ha continuato a suonare anche durante la prigionia, contribuendo a creare l’orchestra del campo di Letterkenny. Così affezionato al suo violino che lo riportò con sé in Italia.

Grande è stata l’emozione di Luisella nello scoprire, dopo la morte del padre avvenuta nel 2014, un foglietto stropicciato con scritti a penna dal padre i nomi e gli indirizzi di 50 suoi compagni del campo di Letterkenny.

Documento preziosissimo, che ha consentito all’energico Antonio Brescianini (grazie anche ai nominativi annotati sul diario del padre Luigi) di rintracciare un primo gruppo di parenti, il primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata l’Associazione per la Memoria dei Prigionieri Italiani a Letterkenny.

Renato VolpiRenato Volpi, nato il 6 marzo 1921, ha lavorato come tecnico per la Nestlé. Si è sposato nel 1950 e ha avuto tre figli (Luisella, Angelo e Roberto) e cinque nipoti (Mattia, Eleonora, Luca, Giulia e Camilla). È stato molto attivo anche nel campo del sociale, per più di vent’anni consigliere comunale della sua città, Abbiategrasso, ricoprendo più volte la carica di assessore comunale (al bilancio, lavori pubblici e servizi sociali). È stato anche presidente della casa di riposo. Incarichi che ha svolto animato dal senso di responsabilità e dall’ amore per la sua città, cercando di adoperarsi con competenza, pacatezza e correttezza, sempre aperto al dialogo con tutti, nella soluzione dei problemi concreti dei suoi concittadini.

Per il suo servizio ha ricevuto il titolo di "Cavaliere della Repubblica Italiana" nel 1982.

Non si è mai dimenticato del periodo trascorso negli Stati Unti, continuando a frequentare alcuni suoi commilitoni e tramandando i suoi ricordi a figli e nipoti.

È morto il 27 marzo 2014.